Dall’11 al 14 luglio si svolgerà a Forte Marghera, all'interno del capannone 36, la IV edizione di Schiume, festival di arti performative interamente gratuito al pubblico. Schiume festival 2013 è un evento realizzato in collaborazione con Marco Polo System Geie
Schiume è finanziato dal Senato degli Studenti dell’Università IUAV e dal progetto Watching Outside, realizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pace del Comune di Venezia nell’ambito dei Piani Locali Giovani - Città Metropolitane, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani.



Nato dall'iniziativa di cinque studenti dello IUAV animati dalla necessità di offrire uno spazio di visibilità ad artisti emergenti, dal 2009 Schiume, grazie alla collaborazione con Marco Polo System geie, si propone di trasformare gli storici edifici di Forte Marghera in una piattaforma internazionale per  le arti performative. 
Incoraggiando progetti sperimentali, basati sulla contaminazione dei linguaggi e sulla messa in discussione del rapporto tra performer e pubblico, la manifestazione intende inoltre offrirsi come spazio di dialogo, condivisione e  incontro tra giovani artisti, operatori del settore e spettatori. 
Non a caso, nell'intento  di ampliare ulteriormente la comunità di Schiume, quest’anno il festival propone al pubblico non veneziano di soggiornare in uno spazio dedicato. 
Il festival, che si  contraddistingue come spazio per intraprendere ricerca e far nascere e crescere nuovi progetti, offre un programma composito in un ambiente di collaborazione e confronto tra artisti.

L’edizione di quest’anno è dedicata al tema del displacement inteso come spostamento dalla posizione originale, sfasamento spazio-temporale, sostituzione, distanziamento, disorientamento. Ma anche potere, possibilità di separarsi da un ambiente ostile, capacità di trasformazione delle identità in una direzione più fluida. 
Nella giornata conclusiva del festival, il tema sarà oggetto di un dibattito aperto in cui ospiti, artisti e pubblico saranno invitati a ragionare insieme sulle sue declinazioni rispetto a tre ambiti di riferimento (nuove tecnologie e livelli di realtà, risvolti geografico-politici, slittamenti semantici).Un’opportunità per la comunità di Schiume di interrogare la contemporaneità.
Sempre con l’intento di promuovere esperienze di collaborazione e condivisione, durante il festival avrà luogo il laboratorio (aperto a tutti, gratuito per gli studenti IUAV) Corpo, spazio e paesaggio sonoro, condotto dagli artisti torinesi Francesca Cola e Giorgio Bevilacqua.
 
Il programma

giovedì 11

Garden, installazione performativa di Ars di Natura che esplora il concetto di giardino inteso come forma d’azione, cura e creazione, lavoro sulle quotidiane invenzioni d’immaginari, strategia di sopravvivenza, come spazio individuale e di condivisione. 
We used to be lovers, performance di Volvon / FrancescaCola in cui dieci performer e tre musicisti si immergono nel paesaggio architettonico creando un concerto cinematografico sull’amore e le sue declinazioni.
Notebook, performance musicale di Neil Luck che opera una traduzione in suono ed in immagini di frammenti tratti dai quaderni di Richard Foreman e ha come risultato una serie di imitazioni, espansioni e azioni fantasma.

venerdì 12
 
TraScendere – Concerto sintetico per figure espressive, performance visiva e sonora della compagnia ErosAntEros che, a partire da alfabeti gestuali ancestrali e tecniche di composizione live, offre una riflessione sul concetto di trascendenza.
OHHO/Body Cello, performance musicale di Wen Chin Fu che esplora il rapporto tra corpo, movimento e suono.
Half Mourning, a cura della compagnia Future Mellon, un’esplorazione performativa di un quartiere periferico di Riga, in Lettonia, nazione che fu vittima dello stalinismo e del nazismo, quasi contemporaneamente.
 
sabato 13

To London love me, un progetto di Lowri Jenkins sulla nostalgia, la solitudine e il desiderio di appartenenza di una ragazza a confronto con una grande metropoli.
Laugh & Cry, spettacolo di Evangelia Kolyra volto a rivelare il netto confine tra persona pubblica e privata attraverso movimenti ed emozioni contagiose.
 
domenica 14
 
Ebollizione, performance di Irene Russolillo in cui, attraverso un flusso di coscienza fisico- corporeo, emergono gli eterni dualismi mascolino/femmineo ed erotico/nevrotico.
NOTrOM, un progetto di Alberto Fiori e Roberto Dani sulla memoria musicale e sul concetto stesso d’identità e del suo spostamento e sfasamento continuo.
 
installazioni permanenti
 
Marghera Harp, installazione sonora site-specific di Jamie Hamilton volta a trasformare gli spazi di Forte Marghera in strumento e, al contempo, ambiente acustico.
Contact Zone, Untitled, Negation, installazione video con cui Isabel Lima presenta la sua ricerca artistica sui temi del colonialismo, dell’immigrazione e della multiculturalità, sviluppati in prospettiva umana e identitaria più che socioeconomica.
Magic cookie, installazione fotografica di Wziah che indaga come i risultati delle ricerche Web dipendano da diverse variabili, tra cui la storia stessa dell’esplorazione/esperienza virtuale passata dell’utente.
Un’installazione site-specific dell’artista Paperboy.
 
ll nome Schiume deriva dal libro del filosofo tedesco Peter Sloterdijk. Schiume è la terza parte della trilogia Sfere. Nell’età delle schiume, gli individui si sono rinchiusi all’interno della propria bolla, dove hanno creato il proprio universo personale. Le bolle sono strette le une vicine alle altre, divise da membrane trasparenti. Creano un sistema di co-isolazione: la schiuma. Nella mitologia greca il nome Afrodite significa “nata dalla schiuma”. La schiuma è l’inizio di una nuova generazione. 

Schiume Festival è realizzato in collaborazione con Marco Polo System g.e.i.e. ed è realizzato con il sostegno di C32 Performance Space.
Negli anni Schiume ha stretto collaborazioni con Centro TraMe, Teatro Valle Occupato Roma e FACk Festival.

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