Statua libertàLa piccola isola di Tuvalu, situata nel Sud Pacifico, è il più piccolo membro delle Nazioni del Commonwealth.
Per la prima volta quest'anno parteciperà alla prestigiosa Biennale d'Arte di Venezia, dal 1 Giugno al 24 Novembre.
L'artista taiwanese Vincent J.F. Huang proporrà alcune opere che permetteranno al pubblico di riflettere sui problemi che il cambiamento climatico attualmente pone: una colossale pompa di petrolio, trasformata per l'occasione in una macchina per il massacro di specie naturali; un acquario di coralli che contiene i resti sommersi della civiltà umana; un bizzarro spettacolo di specie animali ‘profughe’ poiché messe in pericolo dal surriscaldamento globale.



Il titolo del Padiglione è Tuvalu Destiny Intertwined (Destino Intrecciato) come metafora: Paesi Sviluppati e il Terzo mondo, tutti con un destino comune. L'installazione interattiva alta sei metri rappresentante una pompa di petrolio 'In the Name of Civilization (nel Nome della Civiltà)', sarà situata a Forte Marghera – un fortino simbolico datato all’era Napoleonica all'interno di un parco di 50 ettari. L'installazione coinvolge gli spettatori invitandoli a “fare benzina” nonostante questo metta in moto la morte simbolica del Toro di Wall Street impiccato alla sua estremità più alta, mentre una tartaruga marina aspetta la sua decapitazione all'altra estremità. Huang usa questi animali come vittime per dimostrare che, sotto la spinta capitalista verso un illimitato sviluppo economico, le risorse naturali della Terra sono state devastate, portando effetti che distruggeranno non solo l'ecosistema dei Paesi del Terzo Mondo come Tuvalu, ma avranno effetti inevitabili anche sulle economie capitaliste del Primo mondo.

La prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Venezia è partner del Padiglione di Tuvalu e ospiterà alcune sculture di Huang. Attraverso questa collaborazione il direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, Carlo di Raco, spera di esortare i giovani artisti dell’accademia a riflettere sulle circostanze in cui versa la loro stessa città. Il progetto per il MOSE a Venezia, volto a proteggere la città dalle inondazioni e arginare i sempre crescenti pericoli e danni portati da disastri naturali ha molto in comune con il lavoro di Huang e la sua singolare presentazione delle prospettive di Tuvalu.

Il ‘Modern Atlantis Project (Progetto per un’Atlantide moderna)’ utilizza un acquario per contenere una barriera corallina che cresce sotto la superficie dell’acqua. Miniature dei più importanti monumenti al mondo rappresentano la civiltà capitalista e civilizzata sommersa nell’acquario. I coralli sono liberi di crescere e prosperare fintanto che non esauriranno completamente le risorse nell’acquario, conducendo all’estinzione degli stessi. Ricreando una moderna città di Atlantide, Huang mostra che tutto ciò che è noto come civiltà un giorno sarà sommerso dall’innalzamento del livello del mare e l’incessante desiderio umano di crescita porterà inevitabilmente alla distruzione del nostro stesso Pianeta. L’ultimo lavoro ‘Prisoner’s Dilemma (Dilemma del Prigioniero)’ fa riflettere sulla diminuzione delle risorse naturali della Terra e sul fatto che il genere umano affronterà presto l’apocalisse – anche la grandiosa Statua della Libertà è in ginocchio, prostrata piena di rimorso, in presenza dei ritratti di pinguini di terra cotta deceduti.
Huang chiede agli USA di ‘rendere conto’ per il loro ‘controllo’ sul Mondo evitando di prendere simili provvedimenti in campo ambientale. I suoi lavori sono un potente avvertimento agli spettatori sul fatto che un giorno animali quali i pinguini, saranno sacrificati, se il genere umano continuerà a depredare la natura per avidità. Dopo aver passato dieci anni a creare eco-art, Huang non è estraneo a operare in ambienti inusuali, stimolato dalla creazione di eco-progetti che hanno lo scopo di provocare, stimolare e causare forti reazioni. Negli anni ha dedicato la sua arte a promuovere la consapevolezza e la prevenzione del surriscaldamento globale, ricevendo ampia attenzione dai media internazionali. Huang: “Sono stato attirato da Tuvalu a causa della sua tragica situazione – un Paese non industrializzato che in pratica non produce emissioni di carbonio – è forse giusto che sia il primo Paese nel mondo a essere sommerso come conseguenza delle emissioni dei paesi sviluppati? Spero di mandare un messaggio, attraverso la mia arte, alle nazioni altamente industrializzate così che si rendano conto che il loro sviluppo tecnologico può anche causare crisi ambientali e disastrose calamità naturali.”

L’anteprima si terrà dal 28 al 31 Maggio 2013
Apertura ufficiale dal 01 giugno al 24 novembre, dalle 10.00 alle 20.00.
Ingresso gratuito


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