Zachar Prilepin

A Forte Marghera SABATO 23 novembre alle 19 presso la ex Chiesetta, Zachar Prilepin, intervistato da Laura Pagliara, presenta il suo nuovo libro Scimmia nera edito da Voland, in cui affronta il tema della violenza infantile liberandola dai pregiudizi e dagli stereotipi lacrimevoli con cui solitamente è raccontata. In una prosa scarna e avvincente racconta come il male possa abitare anche nell'innocenza. 

Il libro racconta la storia di un giornalista moscovita incaricato di condurre un'inchiesta su un laboratorio segreto che studia il comportamento di bambini assassini, tenuti nascosti in un seminterrato. I ragazzini non conoscono la differenza tra bene e male e non provano alcuna rimorso di fronte alla crudeltà più spietata. Questa inchiesta diviene per il giornalista un'ossessione: va in cerca di testimoni, interroga professori, poliziotti e uomini politici che possiedono, secondo lui, alcune informazioni importanti.  

Avvicinarsi così tanto a dei segreti di Stato, gli farà perdere la ragione, o tutta questa storia è frutto della sua mente malata? E se questi bambini fossero il braccio armato di una giustizia superiore?

Zachar Prilepin è nato il 7 luglio 1975 nel villaggio di Il'inka, nella regione di Rjazan'. Laureato in Letteratura all'Università di Nižnij Novgorod, è stato pugile, guardia privata e poi è entrato nelle unità speciali dell'esercito russo, con le quali ha preso parte dal 1996 al 1999 ad azioni antiterroristiche in Cecenia. È un attivista del movimento politico The other Russia, una coalizione di partiti politici russi, organizzazioni umanitarie e attivisti a favore della democrazia.

Oltre alle pubblicazioni di prosa, poesia e saggistica, è articolista del giornale “General'naja linja” e del giornale online “Nazlobu.ru”, nonché opinionista delle riviste “Bol'šoj gorod”, “Krupnyj plan”, “Russkaja žizn'”, “Ogonëk” e “Političeskij žurnal”. In Prilepin e nella sua produzione letteraria è molto evidente l'adesione al tradizionale canone narrativo realista che passa da Turgenev a Tolstoj per arrivare a Gorkij e Šolochov, pur con tematiche assolutamente attuali e una lingua “popolare” ed informale.

Prilepin sceglie di trattare temi particolarmente “caldi” della società russa contemporanea (la guerra in Cecenia in Patologie, i movimenti politici fuorilegge in San'kja) con uno stile incisivo, reciso, senza fronzoli, che tende a velocizzare, ritmare e affilare la sua prosa scabra e immediata; i personaggi e gli spaccati di vita sono saldamente ancorati al suolo nazionale e all'esperienza diretta dell'autore. La sua prosa è un concentrato di vita reale. Nella primavera del 2011 ha ricevuto il Super National Bestseller Price per il romanzo Il peccato.


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